Palazzo della Civilità Italiana, Roma

Palazzo della Civiltà Italiana, una delle icone dell’architettura razionalista nazionale, lega la sua storia ad un bando di concorso indetto per la realizzazione di alcune prestigiose costruzioni permanenti del nascente quartiere EUR 42, acronimo dell’Esposizione Universale di Roma che si sarebbe tenuta nel 1942. Concepito e progettato nel 1937 dagli architetti Giovanni Guerrini, Ernesto Lapadula e Mario Romano, il palazzo, a ragione della struttura cuboidale che lo caratterizza in cemento armato, interamente rivestita in travertino, contraddistinta da una griglia di archi di sei per nove per facciata, costituisce una presenza particolarmente solenne che ha mantenuto immutato interesse nel tempo. Durante l’Esposizione Universale del 1942 avrebbe dovuto ospitare la Mostra della Civiltà Italiana, da cui la famosa iscrizione leggibile sulla sommità delle quattro testate in caratteri capitali romani “un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori” ed una serie di 28 statue in marmo, all’interno degli archi del piano terreno, raffigurazioni allegoriche delle virtù del popolo italiano.

 

Il rigoroso cubo di travertino, una visione di bellezza a sei / otto piani. traforato da 216 archi, che, come qualcuno ha scritto, “sintetizza la forza della materia e della forma in un’architettura semplice e monumentale”, è stato dichiarato edificio di interesse culturale, vincolato ad usi espositivi e museali, rimanendo negli anni sostanzialmente inutilizzato fino ad un accordo tra l’EUR ed il gruppo Fendi che, prevedendo un contratto di locazione di 15 anni, ha permesso alla storica azienda di moda dal 2013 di unificare le numerose attività commerciali situate in tutta la città in un’unica sedeUn’attenta ristrutturazione, guidata dall’architetto Marco Costanzi, ha reso l’immobile “abitabile” per la prima volta nella sua lunga storia, distribuendo su più di 15.000 metri quadrati, dal secondo al settimo piano, uffici e sale riunioni per un complesso di oltre 400 persone. Rispettando il più possibile una percezione aperta e unica dello spazio, un sistema di cubi di vetro trasparenti alloggia gli spazi lavoro, preservando il flusso di luce originale ed una vista complessiva dell’interno. Il piano interrato è stato riservato alle numerose attività che non richiedono l’esposizione alla luce naturale, tra cui gli enormi archivi dell’azienda. Il tutto è stato pensato per essere smontato e permettere allo stabile di tornare all’originale. Gli importanti rivestimenti verticali in marmo ed il pavimento originale in marmo rosso antico della hall di ingresso sono stati accuratamente restaurati, mentre ai piani superiori per minimizzare l’impatto degli impianti e preservare i pavimenti originali, anch’essi in marmo, sono state utilizzate lastre galleggianti di silicato di calcio rivestite in legno.

Demitizzando la percezione pubblica del palazzo come monumento di pietra impenetrabile, gli splendidi spazi del primo piano sono stati adibiti a galleria con esposizioni permanenti aperta al pubblico, bookshop, caffè ed aree lounge. Un altro motivo di orgoglio per Fendi è stato avere attivato un edificio che doveva essere una vetrina per gli artigiani italiani con persone che lavorano davvero con le mani.

ESA engineering ha seguito la progettazione MEP e la supervisione della costruzione, il MEP Handover & Close Out, la progettazione acustica e illuminotecnica. È stata creata una simulazione dinamica del modello tridimensionale della sede aziendale, compresi gli spazi espositivi del museo e il ristorante, per avere una visione precisa del dimensionamento effettivo dell’involucro e delle condizioni interne, delle infiltrazioni di aria/vento dall’esterno attraverso le finestre, un calcolo accurato dell’efficienza di ombreggiamento e una simulazione dei carichi termici.

I sistemi MEP sono stati realizzati utilizzando nuove tecnologie e una strategia avanzata che consente di recuperare energia in caso di sovrapposizione dei carichi, nel caso in cui l’edificio sia contemporaneamente riscaldato e raffreddato. In questo modo è possibile massimizzare le prestazioni della tecnologia dell’aria, riducendo di fatto i consumi annuali. Per la gestione degli impianti è stata realizzata una sala tecnologica in un’area aperta e distaccata dal resto dell’edificio.

La centrale elettrica è composta da tre refrigeratori d’acqua con circuiti di recupero parziale e totale del calore, un refrigeratore con pompa di calore e una centrale termica con caldaia a condensazione. I fluidi di trasferimento del calore sono distribuiti attraverso circuiti a flusso variabile a 4 tubi con una pompa di circolazione a inverter. Il circuito a 4 tubi può erogare fluidi caldi e freddi durante tutto l’anno, dotato di circuiti secondari con scambiatori intermedi, che alimentano le unità di trattamento dell’aria a fan coil distribuite sui vari piani dell’edificio. Questa configurazione garantisce flessibilità e ogni piano è autonomo, permettendo agli impianti di operare sulle diverse necessità degli utenti e facilitando la manutenzione localizzata degli impianti. I terminali sono collegati a termostati locali, che permettono di gestire in modo indipendente le condizioni climatiche delle singole aree. Le tipologie di impianti installati ai vari piani sono ventilconvettori (a cassetta, ad armadio o canalizzati) e aria primaria (mandata e ripresa), impianti a tutt’aria con unità di trattamento dell’aria primaria e ricircolo e, per i bagni, estrazione dell’aria.

È stato realizzato un impianto idrico-sanitario con doppia centrale situata rispettivamente nei locali tecnici esterni e in quelli interrati, con due reti di distribuzione principali, una per l’acqua tecnica addolcita (sia calda che refrigerata) e una per l’acqua potabile, mentre l’acqua calda sanitaria viene prodotta localmente ai piani.

La centrale elettrica situata nell’edificio del Polo Tecnologico, prevede la fornitura di energia elettrica in MT con una cabina di trasformazione MT/BT dell’utente, mentre per la produzione di energia per l’emergenza è presente un gruppo elettrogeno con possibilità di produzione di energia ininterrotta con UPS statici.  È stato inoltre realizzato un impianto di produzione privato, a cura della centrale di cogenerazione, in parallelo alla rete pubblica per ottenere una corretta ottimizzazione tecnico-economica del fabbisogno energetico del complesso. L’impianto è in grado di fornire energia anche nel caso di caso di mancanza della rete pubblica, alimentata in modalità “isola”.

Per quanto riguarda il progetto illuminotecnico, il sistema è costituito da binari di illuminazione, progettati appositamente per gli spazi interni per offrire un’illuminazione lineare a LED. Gli elementi di illuminazione sono concentrati intorno ai perimetri dell’edificio, mentre il progetto privilegia la luce naturale attraverso le grandi vetrate e i lucernari. La restituzione dell’immagine notturna dell’edificio avviene grazie all’illuminazione interna. In particolare, i livelli di luminosità notturna sono controllati da un sistema DALI in grado di regolare l’intensità luminosa in base ai livelli di luminosità esterna.

Luogo

Quadrato della Concordia, Roma, Italia

Completato nel 2015

Superficie: circa 15.000 m²

Team di lavoro

  • Committente: Fendi
  • Concept e Progetto architettonico: Marco Costanzi Architects
  • Pratiche amministrative: Fabio Pascarella CSTE
  • Progetto e DL strutture: Luca Mezzadri, Armando Trento
  • Progetto e DL impianti: ESA engineering 
  • Progettazione Acustica: ESA engineering 
  • Lighting Design: ESA engineering 
  • Progettazione Antincendio: Compass Ingegneria
  • Imprese affidatarie: Constructors
  • Foto: Fabio Bascetta, Andrea Jemolo